Cinque Terre: gli itinerari nella bellezza nascosta

Un'immagine del percorso da Manarola a Corniglia

Un'immagine del percorso da Manarola a Corniglia © Silvia Moggia

Percorsi tutti da scoprire. Fuori dalle mete consigliate dalle guide. «Il cuore del territorio non è soltanto il mare». L'intervista a Silvia Moggia, albergatrice e blogger

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Cinque Terre (La Spezia) - Giovedi 21 maggio 2015

La bellezza delle Cinque Terre seduce al primo sguardo. Ma è un territorio sensibile, che aspetta di essere amato anche nei silenzi e nelle pieghe più nascoste e sofferte.

Ne parlo, davanti al mare, con Silvia Moggia, che gestisce l’Oasi Hotel un piccolo e delizioso albergo a Levanto. Originaria di Vernazza, scrive di viaggi e Liguria sul suo blog Silvia’s Trips, ma anche su altri come Bluewago.it. Da piccola, tutti la definivano nata con la valigia. «Ero sempre pronta a partire, non avvertivo il distacco dai miei e dalla casa». Durante l'infanzia ha viaggiato in America Latina. In età adulta si è spostata parecchio per lavoro e vissuto in paesi come Francia e Spagna, occupandosi della direzione artistica di teatri lirici.

Nel 2011, dopo l’alluvione , è tornata in Liguria. «Spesso l'attaccamento alle origini si scopre abitando lontano. Dopo quel disastro, ho sentito come Vernazza e le Cinque Terre siano la mia casa. Toccando la loro fragilità, le ho amate ancora di più». Scoprire mondi lontani ed esplorare il proprio territorio rappresentano, per Silvia, i due volti di un'unica passione. Conosce molto bene le esigenze di chi viene da fuori. «Mi piace comunicare con i turisti, prima ancora da residente innamorata che da albergatrice. Chi vive qui può suggerire gli itinerari che, magari, non si trovano nelle guide e la degustazione di prodotti locali. Da maggio a ottobre, però, nelle Cinque Terre arrivano flussi davvero intensi di visitatori - molti sono crocieristi provenienti da La Spezia - con il rischio che vivano la gita, e la ricordino, come un passaggio frettoloso, con code un po' dappertutto».

Quali indicazioni possiamo offrire, quindi, a chi ha tempo per un'escursione approfondita? «Sicuramente salire in alto da dove, peraltro, si ammirano panorami indimenticabili. Un percorso che consiglio sempre ai clienti del mio albergo è quello che collega Levanto a Monterosso». Si tratta di un sentiero AV5T (Alta Via Cinque Terre), che parte, appunto, dal centro storico di Levanto, all'altezza della Chiesa di Sant'Andrea, oppure dalla passeggiata che porta alla Pietra, sul lungomare.

Anch'io ho seguito uno dei consigli di Silvia, lo scorso agosto, dopo aver letto un post sul blog di Oasi Hotel. Sono partita da Manarola e ho raggiunto, in salita, Volastra. Poi, in mezzo a vigneti verticali e una vista incredibile, sono arrivata alla località di Porciano, per poi ridiscendere a Corniglia. «In generale, per chi non può affrontare le salite, ogni paese è collegato alle frazioni dai Green Bus, piccoli autobus ecologici. Occorre però informarsi sugli orari perché ne passano pochi». Anche da Manarola a Volastra, si può usufruire del pulmino.

Ricordo che, quel giorno, ho incontrato pochi turisti. Praticamente tutti stranieri. Ed era la domenica prima di ferragosto. «Infatti dobbiamo parlare sempre di più di queste opportunità - concorda Silvia - tutti devono scoprire che il cuore delle Cinque Terre non è soltanto il mare. A volte gli italiani vanno stimolati un po' di più perché scelgono, d'istinto, la balneazione. Ma è possibile conciliare tutto, organizzandosi».

Anche la storia di questi paesi è motivo di interesse. «Qui a Levanto, per esempio, portiamo avanti un'importantissima iniziativa, il Free Walking Tour. È organizzato dal Consorzio Occhioblu, e consente di scoprire il centro storico, la storia e la cultura del nostro borgo».

Le scelte non mancano, dunque. Vale la pena spostare il cammino dai tradizionali sentieri verso mete ancora sconosciute e ugualmente emozionanti. Magari ascoltando i suggerimenti di persone del luogo, come Silvia Moggia, che conoscono a fondo luoghi, tradizioni e cambiamenti di un territorio che resta incollato all'anima, per il suo splendore e per la vulnerabilità.

Geraldina Morlino

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