Festival della Mente 2014. Recalcati: «L'amore eterno? È sovversivo»

Festival della Mente 2014. Recalcati: «L'amore eterno? È sovversivo»

© FB Massimo Recalcati

Lo psicoanalista parla di perdono e tradimento a Sarzana. «La fedeltà è essenziale, ma non sia prigione». L'intervista

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Sarzana (La Spezia) - Mercoledi 27 agosto 2014

Diciamoci la verità, parlare d'amore può essere dannatamente noioso, specie se non ci riguarda. Quando ci sono di mezzo le corna poi, viene voglia di replicare quella gag del telefono in galleria, staccare la batteria e tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

Da rotture teatrali, dichiarazioni di eterna fedeltà disattese, rapporti solidi come Tiramolla o elastici come una colonna di marmo, siamo circondati. A controbilanciare questo avvitamento sentimentale, ci sono amori che si piegano senza spezzarsi, dimostrando che le tempeste, anche quelle targate "tradimento", passano e i naufraghi sopravvivono, magari con qualche ammaccatura.

Dalle storie che resistono muove Non è più più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa (Cortina, 2014, pag.159, 13 eur) il saggio di Massimo Recalcati, psicoanalista già autore di Il complesso di Telemaco, vero e proprio caso letterario dedicato al rapporto genitori-figli nella contemporaneità.

Sabato 30 agosto Recalcati è ospite del Festival della Mente di Sarzana. Alle 11.30 al Canale Lunense, (si) chiederà se «è davvero possibile che il lavoro del perdono restituisca la vita a ciò che sembrava ormai irrimediabilmente morto?» come scrive nel prologo del saggio. E il morto, si capisce, è l'amore. L'abbiamo intervistato.

Lei fa un parallelo fra consumismo capitalista e amore. Dal nuovo modello dell'Iphone all'ultimo amore non c'è molta differenza, scrive. Perché?
«Gli amori contemporanei vivono come le merci, sono destinati ad essere consumati dal tempo. Oggi si sputa sull'amore eterno perché si ritiene possa essere sostituito da un altro più efficace, più performante. L'amore che dura, che vuole essere per sempre, è sovversivo per la società consumista e capitalista perché rende l'amato insostituibile. Contrariamente a quanto succede con un oggetto che se molto utilizzato si logora, quanto più si ama, tanto più il sentimento si rinnova».

Non è più più come prima offre una riflessione alternativa sul concetto di fedeltà a cui siamo abituati. Ci spiega meglio?
«La fedeltà è una postura essenziale dell'amore, sia chiaro, ma è un sintomo di libertà, non di sacrificio. È un'ebbrezza, il desiderio dell'altro mai estinto, il dono di sé continuo. Se implica rinunce ed è solo mortificazione, nello stile da catechesi che per molto tempo ha caratterizzato i decenni passati, è una prigione da cui liberarsi».

Come si fa a perdonare chi ci ha tradito, dunque?
«Nell'etimologia della parola c'è il dono. Il perdono si può raggiungere aprendosi, entrando in contatto con la parte più vulnerabile dell'altro e anche con la nostra. Non si può perdonare se si osserva solo la responsabilità dell'altro, anche nel caso di nostra innocenza, né serve giudicare chi ha tradito».

E come la mettiamo con chi sceglie di non perdonare?
«Questa possibilità può esistere anche a causa dell'amore: parlo dei casi in cui il perdono diventa impossibile non per orgoglio, ma per fedeltà all'amore che è stato e non è più».

Fra qualche giorno sarà in libreria L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento (Einaudi) il suo nuovo lavoro editoriale. Ci anticipa alcuni dei suoi temi?
«Parla del lavoro dell'insegnante, del suo spalancare mondi nuovi, sconosciuti, durante l'ora di lezione, sia alle elementari come all'università. Del suo rendere possibile un incontro. L'Erotica dell'insegnamento è la passione, il desiderio che l'insegnante trasmette per i temi che tratta o i libri che presenta, trasformandoli in corpo. Una volta usciti da scuola, quella passione ci permettere di rendere i corpi che incontriamo libri, storie...».

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L'AUTORE

Massimo Recalcati è uno degli psicoanalisti più noti in Italia. Attualmente è membro analista dell'Associazione lacaniana italiana.

Direttore scientifico dell'IRPA - Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata, insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia.

Fra i fondatori di Jonas Onlus, dirige l'Istituto di Ricerca di psicoanalisi Applicata Jonas.

Di recente ha pubblicato Cosa resta del padre? (2012) e Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa (2014) entrambi editi da Raffaello Cortina Editore; Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, 2013). È appena uscito in libreria L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento (Einaudi, 2014).

IL LIBRO

Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa si interessa dell’amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. Indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all’esperienza traumatica del tradimento e dell’abbandono. Elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero.

Lorenza Delucchi

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