Cinque Terre: Montale e Monterosso, itinerari tra natura e poesia

Panorama di Monterosso: i vigneti sul mare e Punta Mesco

Panorama di Monterosso: i vigneti sul mare e Punta Mesco © Marzia Vivaldi

Percorsi tra profumi di mare e macchia mediterranea. Nei luoghi che ispirarono il poeta. Tra scaglie di mare e roventi muri d'orto

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Monterosso (La Spezia) - Mercoledi 14 maggio 2014

Passeggiare per il centro storico di Monterosso e respirare aria di poesia. È tra queste strade, tra profumi di mare e macchia mediterranea, tra estati assolate e scogli a strapiombo, che Eugenio Montale ha preso ispirazione per molte delle sue liriche. Da Meriggiare pallido e assorto a La Casa dei Doganieri, da La punta del Mesco a I limoni: i versi di Montale sono intrisi del clima delle Cinque Terre, e viceversa.

Per andare oltre alle suggestioni letterarie e immergersi a fondo nella Monterosso montaliana, dalla scorsa primavera Carlo Torricelli, naturalista, Cristina Curradini e Alessandra Fincato, laureate in Lettere ed esperte di Montale, hanno organizzato una serie di itinerari che toccano i luoghi cari al poeta e che permettono di assaporare tanti elementi che si ritrovano nelle sue parole.

«Si tratta di percorsi naturalistico-letterari» spiega Carlo Torricelli, «in cui la letteratura si mescola alla natura e alla storia del paese». Gli itinerari, della durata di un'ora o poco più, partono generalmente dal centro storico di Monterosso: da piazza Garibaldi si arriva al Convento dei Cappuccini, si passa sotto al cimitero (dove si trova la tomba di famiglia, sebbene Eugenio Montale sia sepolto a Firenze) per poi riscendere dalla Valle del Buranco.
Tappa abituale dell'itinerario, Villa Montale, di fronte a Punta Mesco: l'edificio in cui il poeta fin dall'infanzia ha trascorso le sue vacanze estive, da lui ribattezzata Pagoda giallognola, oggi è però una residenza privata e non visitabile.

«Durante il percorso, tra roventi muri d'orto e scaglie di mare in lontananza (di cocci aguzzi di bottiglia, invece, ormai ce ne sono pochi) si fanno delle soste in punti panoramici o dove si presume che Montale abbia tratto ispirazione per le sue poesie» racconta Carlo. Qui vengono letti alcuni versi da Alessandra e Cristina, mentre a Carlo spetta il compito di illustrare l'agrifauna spesso al centro delle liriche montaliane: «l'agave, i limoni, la ginestra, il leccio, ma anche l'upupa e il passero solitario».

Questi itinerari sono principalmente rivolti ai ragazzi delle scuole (costo 7 Eu, per info e prenotazione 339 8340911). L'obiettivo di Alessandra, Carlo e Cristina è di far rivivere e valorizzare la cultura monterossina: «in futuro pensiamo di formare un'associazione vera e propria con il Comune e il Consorzio Turistico delle Cinque Terre».

Luca Giarola

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