Aggiornamento, ore 13.30 Sale a 9 il numero dei morti in seguito alla terribile ondata di maltempo che ha colpito lo spezzino: l'ultima vittima è il volontario che ieri, martedì 25, aveva tentato di aprire i tombini di Monterosso per agevolare il flusso di acqua e fango.
Intanto parte la macchina della solidarietà: lo Spezia Calcio ha comunicato che gran parte dell'incasso della partita di domenica 30 contro il Portogruaro allo stadio Picco sarà devoluta a favore della ricostruzione delle zone alluvionate.
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Dopo l'alluvione che ha colpito l'estremo Levante Ligure lo scorso 4 ottobre 2010, un altro inferno di acqua e fango si è abbattuto nella giornata di martedì 25 ottobre su tutto lo spezzino, con danni superiori in termini di vite umane e perdite economiche.
Al momento (aggiornamento: 26 ottobre, ore 12.00), il bilancio è di 8 morti e 3 dispersi. I danni economici avrebbero già raggiunto i cento milioni di euro: ponti, strade, case crollate, fiumi di fango, intere zone allagate e tuttora irraggiungibili.
A Borghetto Vara, in località Cassana, sono sei i morti in seguito al crollo di due edifici in via IV novembre (il bilancio di tre vittime di ieri sera, martedì 25, si è purtroppo raddoppiato in poche ore). Altri due morti ad Aulla, in provincia di Massa: una donna rimasta intrappolata in auto e un uomo ritrovato dai sommozzatori in uno scantinato, mentre altre trecento persone sono state evacuate dalle abitazioni.
A Vernazza, una delle Cinque Terre, la sera di martedì 25 due turisti stranieri mancavano all'appello: sono stati ritrovati vivi nella mattina di oggi, mercoledì 26. Sempre stamattina, sia a Vernazza sia a Monterosso, è iniziata l'evacuazione via mare di residenti e turisti.
Nella serata di martedì 25, altre tre persone sono rimaste intrappolate in una banca allagata a Riomaggiore, altro comune delle Cinque Terre, e nonostante i soccorsi dei sommozzatori siano partiti dalla Spezia, nella mattina di oggi, mercoledì 26, notizie non sono ancora prevenute notizie.
Delle Cinque Terre, l'unica località a non aver subito danni particolarmente gravi è Corniglia, dove sono state allagate solo alcune cantine: la zona rimane tuttavia isolata a causa della chiusura della strada provinciale che la collega alla Spezia.
Nel primo pomeriggio di martedì 25 a Bocca di Magra è crollato il Ponte della Colombiera che la collega a Fiumaretta. Allagamenti e fiumi di fango per le strade anche a Bonassola, dove è saltato l'impianto fognario, e a Levanto, dove è esondato il torrente Ghiararo.
A Brugnato - altra località tra le più colpite - è rimasto intrappolato anche il pullman del Savona Calcio, che doveva raggiungere Poggibonsi (Si), che ha dovuto trascorrere la nottata sul mezzo.
I soccorsi dei Vigili del fuoco e della Protezione Civile hanno avuto serie difficoltà a raggiungere le zone alluvionate anche a causa della chiusura dell'autostrada A12 per una frana tra Brugnato e Carrodano che ha anche travolto un camion (l'autista è stato salvato) nel primo pomeriggio di martedì 25 e di altre 22 strade provinciali che sono rimaste isolate: l'Aurelia è chiusa in ambo i sensi per 10 km fra Brugnato, Carrodano e Borghetto Vara. Per quanto riguarda il traffico autostradale, al momento è stata imposta l'uscita obbligatoria a Sestri Levante e Deiva Marina: i percorsi alternativi sono via Pianura Padana e Toscana.
Situazione bloccata anche per quanto riguarda i treni con la chiusura delle linee Genova-Roma e Parma-La Spezia. I collegamenti ferroviari con Genova rimarranno chiusi fino a domenica 30 ottobre.
Secondo l'assessore alle infrastrutture della Regione Liguria Raffaella Paita «la situazione su strade e autostrade del levante ligure è molto preoccupante. Autostrade per l'Italia e SALT ci notificano che tutte le direttrici tra Genova e La Spezia sono impercorribili a causa dell'esondazione del fiume Vara. Ma anche sul versante della vallata del Magra il livello dell'acqua sta raggiungendo quello della carreggiata autostradale e si sta valutando la chiusura dell'interconnessione per la Cisa. I tempi per il ripristino non si preannunciano per nulla brevi».
Incalcolabili i danni al territorio, alle infrastrutture, alle case ed alle aziende. Secondo un primo bilancio dei sindacati CGIL, CISL e UIL sarebbero più di trenta le realtà produttive del territorio spezzino che hanno subito danni gravissimi e 1500 i posti di lavoro a rischio: particolarmente grave la situazione della Piana di Follo.