Suspense, colpi di scena, salti temporali, storie che si incrociano a ritmo incalzante prima della tanto attesa rivelazione finale. In Italia, nessun altro viene unanimemente considerato il maestro del thriller quanto Marco Buticchi, primo e tuttora unico scrittore italiano incluso nella collana Longanesi I maestri dell'avventura, accanto a gente come Wilbur Smith, Clive Cussler e Patrick O'Brian, ai quali viene paragonato di continuo.
Spezzino di nascita, laurea in Economia e Commercio e un passato da trader petrolifero, ora Buticchi fa il bagnino a Lerici (si occupa da anni dello stabilimento balneare Il Lido) e scrive best seller (con i suoi romanzi ha superato il milione di copie vendute).
Due aspetti apparentemente slegati, che in realtà hanno un rapporto più stretto di quanto si possa immaginare: «quando passi ore e ore seduto sul trespolo con il mare davanti, o ti vengono in mente plot mozzafiato, come li chiamano gli americani, oppure ti si brucia il cervello», spiega. E aggiunge: «o ancora, la prima alternativa è una diretta conseguenza della seconda».
È il mare di Lerici, dunque, la primaria fonte di ispirazione. È lì che nascono storie, personaggi, intrighi. E anche Il respiro del deserto (Longanesi, 618 pp, 19,60 Eu), il suo ultimo romanzo, in libreria dal 24 settembre e balzato in pochi giorni nelle top ten dei libri più venduti, ha avuto origine nel Golfo dei Poeti.
La vicenda si sviluppa in un arco temporale che va dall'Italia dei nostri giorni all'Impero Mongolo del 1227, alla corte di Gengis Kahn. «Gengis Kahn è una figura che mi ha sempre affascinato», racconta Buticchi: «regnò su un impero sterminato, inventò la cartamoneta. Ma nessuno sa niente sul suo enorme tesoro, il più grande di tutti i tempi».
Per trovare un altro personaggio chiave del romanzo è necessario balzare in avanti di sette secoli: si tratta infatti del trentatreesimo presidente degli Stati Uniti Harry Truman, «uno dei presidenti americani meno conosciuti. Eppure è anche uno dei più importanti per la storia del Novecento: fu lui che fece sganciare le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki; fu lui a inventare la Guerra Fredda per far fronte al comunismo».
Legata a Truman è appunto la folgorazione, la passione, lo spunto da cui ha poi preso vita l'intera trama del Respiro del deserto: «un giorno vidi questa nave in disarmo ormeggiata nel Golfo della Spezia e ne rimasi affascinato», racconta Buticchi. La nave di cui parla non è una qualsiasi, bensì la Williamsburg, definita a suo tempo la Casa Bianca galleggiante: lo yacht presidenziale di Harry Truman, appunto.
E all'interesse istintivo per la nave, Buticchi ha dato seguito con accurate ricerche storiche, vero punto di forza delle sue opere, venendo per esempio a sapere che nel 1950 Truman fu al centro di un rocambolesco attentato da parte di due portoricani: «uno di questi era un abile tiratore e aveva la possibilità di accopparlo all'istante, ma non lo fece. I due si guardarono negli occhi, ma il portoricano non sparò». Perché?, si chiede l'autore. Mistero. È da lì che parte la storia fantastica di Buticchi. Il resto, lo si scopre pagina dopo pagina, attraverso le indagini di Sara Terracini e Oswald Breil, i personaggi ricorrenti delle avventure dello scrittore spezzino.
Avventure che, per i ritmi vertiginosi e gli intrecci carichi di mistero, sarebbero le storie ideali per una trasposizione cinematografica: «i miei libri sono stati opzionati da diverse case di produzione», rivela, «ma alla fine non se ne è mai fatto niente. Probabilmente perché di solito sono molto articolati e toccano diverse epoche storiche, per cui i costi necessari per ricostruire le ambientazioni sarebbero eccessivi».
Eppure, qualche anno fa, Buticchi fu al centro di un piccolo caso cinematografico: il suo Le pietre della Luna, pubblicato nel 1997, presenta notevoli analogie con il pluripremiato film di Ridley Scott, Il gladiatore, uscito nelle sale tre anni dopo. Molti giornali ne parlarono all'epoca, ma non è mai stato chiarito se il regista americano abbia davvero preso spunto da Buticchi.
Intanto, tra un best seller e l'altro, l'autore spezzino ha trovato anche un'altra occupazione: negli ultimi quattro anni ha girato 64 puntate della trasmissione televisiva Ainigmata, in onda su Mediolanum Channel (canale 803 di Sky): «abbiamo viaggiato in lungo e in largo per l'Europa alla ricerca dei luoghi dove è passata la grande storia misteriosa, dalla preistoria ai giorni nostri».
E poi, continua a scrivere: è già al lavoro sul prossimo romanzo. Chissà a quale ispirazione avranno portato le acque lericine, in questa calda estate 2009? «Sarà ambientato in Sudamerica negli anni Trenta», anticipa, «e avrà come protagonista una donna un po' fuori dalle note».