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Religioni a confronto al Cinque Terre Festival

 
Attraverso la musica, il teatro e la narrativa tre fine settimana interculturali. Con i Monaci Tibetani, la musica e la danza indiana. Alessandro Haber, Massimo Foschi e Lisa Galantini
 
   

     
Cinque Terre (SP), 01 settembre 2009
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mentelocale di
Laura
Santini
   
Alessandro Haber
Alessandro Haber

«Questa terza edizione del Cinque Terre Festival. I luoghi dell'anima - afferma con determinazione Daniela Ardini di Lunaria Teatro - è stata possibile, come molti dei festival estivi liguri che facevano parte del progetto di co-finanziamento Stato-Regione, grazie alla conferma della quota della Regione Liguria». Forse è giusto tenere questa premessa nell'annunciare questo, festival che mette a confronto le arti e le religioni, i modi diversi dei popoli del mondo di rivolgersi a un dio. È bene tenere a mente che gli sforzi organizzativi che hanno portato il teatro, la letteratura e la musica nei minuscoli e favolosi borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso, con artisti come Moni Ovadia, Dacia Maraini e Tahar Ben Jelloun, potrebbero restare un felice episodio senza ulteriori progressi e appuntamenti nelle prossime stagioni.

Quest'anno la rassegna (il 4 settembre a Monterosso, e poi dal 10 al 12 e dal 17 al 19 settembre), dalla forte declinazione tematica, guarda ai popoli e ai rituali d'Oriente ed extraeuropei, toccando la cultura ebraica, quella buddista (Tibet), quella indiana, quella africana/animista (Burkina Faso) per poi lasciare spazio ovviamente anche a quella cattolica.
«Per conformazione questi luoghi - prosegue Ardini - hanno un rapporto diretto con le forze della natura e con il concetto stesso di riflessione sull'anima e sul trascendente. Quello che proponiamo va al di là di condizionamenti religiosi e propone una panoramica su riti, filosofie e culture che entrano in dialogo e si confrontano sui modi di guardare al mistero della vita. Il pubblicodelle Cinque Terre è da tempo internazionale, per questo alle proposte di teatro di prosa abbiamo affiancato nelle stesse serate serate musicali che hanno come protagonisti interpreti di sonorità, danze e gesti strettamente legati alle più antiche forme di preghiera».

Per il teatro, ospite d'apertura venerdì 4 settembre (h. 21) a Monterosso, è Alessandro Haber che ripropone Yossl Rakover si rivolge a Dio, a 10 anni da quello portato in scena da Moni Ovadia. «Insieme alla scelta di chiusura, Maria alla Croce di Dario Fo e Franca Rame - spiega Margherita Rubino, docente di teatro e drammaturgia dell'antichità all'Università di Genova, qui in veste di collaboratrice alla direzione artistica - credo si tratti di due lavori tragici molto a tema rispetto del problema di rivolgersi a Dio. Quello di Zvi Kolitz è un testo dinamitardo, a lungo spacciato per un falso, creato da un uomo che ha partecipato alla fondazione dello stato di Palestina. Si tratta di un testo breve che Haber porta in scena nella versione integrale e dove il protagonista, superstite della resistenza nel ghetto di Varsavia, si rivolge con una lettera direttamente a Dio a un minuto dalla morte confessando di amare la Torah più di lui e di amarlo anche quando tace, mentre gli chiede conto dei campi di sterminio nazisti. L'altro testo, Maria alla Croce, (sabato 19 settembre, h. 21, a Manarola) da Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame, fa parte di quella sfida a recitare i lavori di questa celebre coppia artistica senza di loro. L'attrice Lisa Galantini prende il posto di Franca Rame, alla regia in un testo che parla del dolore della donna dicendo quello che la tradizione cristiana non ci ha mai detto».

La serata del 4 settembre, dopo Haber prosegue con la musica klezmer del gruppo Dreidel Trio (Marco Valabrega, violino e viola; Gianluca Casadei, fisarmonica; Marco Camboni, contrabbasso; Ruth Ajzen, voce). Ancora a proposito di musica, giovedì 10, sempre a Monterosso, concerto dei Monaci Tibetani del Monastero di Sera Jhe, La via per la pace, canti e danze rituali ricreati da 9 monaci buddisti che sono impegnati in un tour europeo e che «propongono - chiarisce Ardini - non solo la componente musicale, ma anche quella del rito che precede la performance di cui parlerà in un momento introduttivo la studiosa di filosofie orientali Guendalina Raineri Maragliano». Teatro e musica anche venerdì 11 (h.21) a Corniglia, con la ripresa di alcuni momenti forti dello spettacolo Siddharta di Lamberto Puggelli (al debutto al Piccolo di Milano 10 anni fa), interpretato da Massimo Foschi, seguito da musica e danza classica indiana con Ashanka Sen (sitar), Sanjay Kansa Banik (tablas, percussioni) e Nuria Sala Grau (danza).

Teatro di parola soltanto, niente musica, per sabato 12 settembre a Vernazza con due spettacoli: Ritratto di Principe con gatto, (h. 19), della drammaturga cattolica ligure Elena Bono, con Pier Luigi Cominotto e Valeria Messina per la regia di Daniela Ardini, su un'improbabile mea culpa del morente Andrea D'Oria, «scritto da un'autrice estremamente abile a trasformare la parola in azione e a far emozionare» e Il silenzio nel deserto, (h. 21.30), sempre di una ligure, Maria Grazia Tirasso, con Raffaele Casagrande, Andrea Carretti, Giuliana Manganelli e Francesco Nardi con al centro Madre Teresa di Calcutta e l'insegnamento sull'amore verso gli ultimi. Ancora prosa con Oreste all'incontrario - già presenato a Genova nel Festival in una notte d'estate - di Umberto Albini e Daniela Ardini con Dario Manera e Serena Loprevite, a Corniglia e il giorno successivo a Vernazza (h. 19) con un testo teatrale La voladora, della scrittrice più nota per la narrativa, Laura Pariani, interpretato da Annapaola Bardeloni, tratto da un fatto di cronaca e ambientato in Argentina con protagonista una suora schierata accanto alle Madri di piazza de Mayo e con i desaparecidos, che finisce per fare la stessa violentissima fine. A seguire il concerto di musica argentina con Miguel Angel Acosta e Sonia Belforte, impegnati in un racconto tra parole e canzoni della storia dell'Argentina tra ironia, tenerezza ma anche amarezza.

 
 
 
 
 
Festival Cinque Terre: i luoghi dell’anima
Cinque Terre (Monterosso – Vernazza – Corniglia – Manarola - Riomaggiore)
tel/fax: Lunaria Teatro +39 339 2976192; oppure Parco delle Cinque Terre +39 0187 762603
info@lunariateatro.it
luoghianima@parconazio...


Aggiornato il 09/12/10

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