-ore 17.30
Il direttore dell'Asl 12 Giancarlo Sassoli ha dichiarato in conferenza stampa che si è trattato «di un'apocalisse dal punto di vista sanitario e umano. Una tragedia paragonabile a un disastro aereo. Medici e infermieri hanno affrontato una nottata da girone dantesco».
Nel frattempo il computo delle vittime è salito a 16 morti, cui si aggiungono 36 feriti, di cui 14 gravi. 300, secondo gli ultimi calcoli, gli sfollati.
-ore 15.00
L'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti ha puntualizzato, in una conferenza stampa, alcuni dettagli relativi al convoglio deragliato.
«I carri sono stati immatricolati in Germania e Polonia, mentre la locomotiva e il personale di macchina sono italiani. [...] Ad un primo esame l'unico elemento visibile è che l'asse del primo carro si è spezzato. Tuttavia i carri erano stati revisionati ed erano perfettamente in regola con le norme UE».
-ore 12.30
Il capo della protezione civile Bertolaso parla di 12 morti accertati e non più di 4 o 5 dispersi.
Nel frattempo una copia di coniugi è stata estratta viva dalle macerie.
La circolazione dei treni in Liguria - La circolazione dei convogli regionali è regolare. I convogli a lunga percorrenza tra Torino e Roma seguono un percorso alternativo che passa per Bologna e Firenze prima di raggiungere Pisa e riprendere il normale percorso.
L'Eurostar 9305 Genova-Roma delle 6 è stato soppresso.
-ore 12.00
Secondo l'ultimo bilancio provvisorio dei Vigili del Fuoco il numero delle vittime è salito a 15. Confermati i 30 dispersi.
-Ore 9.30
Come in un film di John Carpenter, un treno merci in fiamme entra sbandando in stazione sotto lo sguardo atterrito di un barista. Viene deviato su un binario morto, ma deraglia: i vagoni, contenenti gas GPL, esplodono e l'onda d'urto travolge tutto, a partire dalle auto e dalle palazzine circostanti.
Purtroppo non è affatto un film: il treno merci proveniva da La Spezia e la stazione è quella di Viareggio.
Sembra acclarato che il disastro sia stato causato dalla rottura del carrello di un vagone. Un incidente piuttosto comune, addirittura già verificatosi più volte, anche in Toscana, nelle ultime settimane. Alla base di tutto un malinteso che sembra fatto apposta per alimentare il classico meccanismo dello scarica barile: i carri merci sono spesso di proprietà delle aziende cui appartengono le merci trasportate, il che genera delle ambiguità riguardo alle responsabilità di manutenzione e controllo tra FS e aziende. Ambiguità denunciate stanotte, subito dopo l'incidente, dai delegati dell'assemblea nazionale dei ferrovieri.
Le conseguenze dell'incidente sono ovviamente molteplici.
Innanzitutto le vittime. Il raggio d'azione dell'onda d'urto è stato di circa 300 metri. L'esplosione ha causato 13 morti, 30 dispersi e 37 feriti gravi, cifre probabilmente destinate ad essere aggiornate nelle prossime ore. 400 famiglie sono state sfollate. Due palazzine adiacenti alla stazione sono crollate.
Poi i disagi.
La direttrice tirrenica tra Pisa e Forte dei Marmi è bloccata, mentre i convogli della direttrice Torino-Genova-Roma subiranno ritardi, deviazioni e, in ultimo, cancellazioni.
Le FS, attraverso il loro sito, fanno sapere quanto segue.
I convogli del trasporto regionale provenienti da Sud verranno attestati nella stazione di Pisa, quelli da Nord, invece, a Forte dei Marmi e i treni regionali da Est sosteranno a Lucca. Un servizio di bus sostitutivi garantirà i collegamenti tra queste tre località e le stazioni intermedie.
I convogli della media e lunga percorrenza, poi, subiranno alcune modifiche di percorso. Alcuni treni diretti da Sud a Torino, arrivati a Pisa, verranno deviati a Firenze per poi proseguire verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino.
Altri convogli della Direttrice Tirrenica verranno attestati a La Spezia (quelli provenienti da Torino) e a Pisa (quelli da Roma) e in questo tratto di linea saranno garantiti i collegamenti con bus sostitutivi.
Per le informazioni, Trenitalia ha attivato il numero verde 800 892021.