Alla Spezia si è costituito il gruppo AltraCultura composto da associazioni, artisti e operatori con l'intento di rappresentare settori della cultura fino ad oggi rimasti emarginati o inespressi e incidere nel processo di rinnovamento e svecchiamento della cultura cittadina. Questo esperimento ha preso forma attraverso il social network Facebook (gruppo: La Spezia: un’altra cultura è possibile) e ciò ha favorito l’adesione di persone sparse nel territorio e la collaborazione di una fitta rete di realtà esterne.
Ci configuriamo come una forza fuori dai giochi di potere e dai partiti, una voce collettiva e alternativa del sistema. Nelle riunioni si è discusso su come poter riaprire in città un dibattito serio, competente e produttivo su nuovi contenuti e sulla gestione degli spazi per le culture della città e della provincia; sono state tematizzate le criticità esistenti all’interno delle Istituzioni e individuate modalità per intervenire decisamente sulle linee di indirizzo. AltraCultura, seguendo il metodo orizzontale della condivisione delle scelte e ponendosi come obiettivo il mutuo appoggio, la coesione e il sostegno delle realtà artistiche meno visibili e indipendenti, ha deciso all’unanimità la costituzione di un organismo che connetta, in forma di consorzio, le diverse associazioni culturali e gli operatori artistici. Riteniamo il consorzio la struttura giuridicamente rappresentativa del collettivo e del movimento, delegata dagli aderenti a creare un dialogo costruttivo con l’Istituzione.
Il consorzio potrebbe farsi carico per conto dell’amministrazione, di una progettualità diffusa nei numerosi ambiti che riguardano: la regolamentazione e la gestione degli spazi cittadini anche quelli dedicati ai giovani, la formazione continuata, la residenzialità artistica, l’ideazione di nuove manifestazioni ed eventi, la convenzione con strutture esterne, la relazione con le scuole.
Rispetto all'imminente rinnovo dell’Istituzione per i Servizi Culturali, AltraCultura nell’auspicare una discussione pubblica e allargata sul suo rinnovamento e ri-direzionamento verso una collettivizzazione delle funzioni, non esprimerà alcun candidato, sia per la presidenza sia per i consiglieri, poiché ritiene che il concetto stesso di cultura, la sua crescita e valorizzazione, non possano essere espressione di un Consiglio di Amministrazione, casomai il prodotto di un impegno collettivo e di una commissione competente e realmente rappresentativa dei più diversi settori.
Crediamo che oggi la partita più significativa riguardi la partecipazione della città intera, il coinvolgimento attivo delle aree emergenti e vivacissime dell’autoproduzione e dell’associazionismo impegnato, in modo che possano avere attraverso il consorzio, reale voce nella programmazione e nella gestione degli spazi presenti e futuri della città, nella progettazione di nuovi temi, nell’individuazione di aree strategiche per la formazione.
Riteniamo infatti, che il piano di indirizzo non possa essere redatto unicamente dall’Istituzione senza una preventiva consultazione dei gruppi più attivi in ogni settore della produzione culturale, specie in quello dedicato ai giovani. La vera novità, senza precedenti nella storia spezzina, è la fondazione di questo complesso di associazioni che si alleano per la rinascita di un tessuto culturale e di nuovi contenuti emergenti da una propria specificità, necessità e sostenibilità, che trovano le loro radici e la loro identità nel territorio seguendo una motivazione condivisa.
AltraCultura rigetta con forza la logica di quel sistema che privilegia l’evento commerciale e impersonale e che assorbe economie diversamente e più efficacemente gestibili e sogna un’inversione di rotta rispetto alla totale estraneità della precedente Istituzione nei confronti del vivaio dei talenti cittadini e del fermento culturale in atto. A questi obiettivi AltraCultura lavorerà, con impegno e con passione nella convinzione che la responsabilità, il rispetto, l’etica in questo delicato settore, dovrebbero correre di pari passo con la ricerca della qualità, con la trasparenza, e con il controllo dei risultati.
Il collettivo AltraCultura