Un ritratto corale del golfo della Spezia, dalla foce della Magra alle Cinque Terre, come mette in rilievo il sottotitolo del volume curato da Rossana Piccioli e Alessandro Scansani: Il senso del Golfo (Diabasis, 268 pp. 28 Eu) si può considerare una summa della storia di questo angolo di Liguria, da un punto di vista storico-culturale, paesaggistico e sociale.
Insomma, attraverso gli approfondimenti di autori diversi, il libro analizza il territorio praticamente sotto ogni prospettiva: la storia urbanistica e sociale, gli artisti e i letterati che vi hanno soggiornato, gli aspetti paesaggistici, fino al tema dell'emigrazione e alla storia della Spezia ''Porta di Sion".
Di certo sarete a conoscenza della famosa Grotta di Byron a Portovenere. Lo sapevate, però, che l'unico soggiorno certificato del poeta inglese nel Golfo fu di soli 4 giorni? Era il 1822 e Lord Byron si fermò a Lerici, «immobilizzato "nella peggiore stanza della peggiore locanda" da un attacco di febbre». Il Corsaro, poi, poema che secondo la targa posta dove c'era la grotta era stato ispirato proprio da quei luoghi, fu scritto 8 anni prima. È quanto emerge dal saggio di Massimo Bacigalupo (docente di Letteratura Americana presso l'Università di Genova) intitolato Il Golfo Inglese, che ripercorre il flusso di autori stranieri - anglosassoni soprattutto - che sono transitati per questi luoghi, da Henry James a D.H. Lawrence, da Ezra Pound a Ernest Hemingway e Virginia Woolf.
Questa e altre storie affollano le pagine del Senso del Golfo. Si parla dei paesaggi montaliani (in Paesaggio e scrittura di Giorgio Bertone); dei pittori che immortalarono il Levante Ligure, da Fries a Schilbach, da Blechen a Signorini (L'Ottocento e il Golfo e La stagione eroica del Golfo, di Marzia Ratti e Francesca Mariani); della storia cartografica del golfo e urbanistica della città della Spezia fino al suo punto di svolta, ovvero la costruzione a metà dell'Ottocento dell'Arsenale Militare (Il Golfo di carta di Massimo Quaini e Paesaggi e memoria di Luisa Rossi); dell'emigrazione tra il 19° e il 20° secolo (Emigrazione e memoria popolare di Fabio Caffarena) e della storia delle navi Fede, Fenice e Exodus che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, salparono dalla Spezia alla volta della Palestina con a bordo quasi 2000 sopravvissuti ai lager nazisti (La Spezia, "Porta di Sion" di Marco Ferrari).
Il volume contiene anche uno scritto di Paolo Bertolani: il poeta, scomparso nel 2007, definisce il Golfo come «un piccolo universo» al di là del quale «si muove il grande mare, padre di miti e di misteri».
Tra i temi analizzati non mancano neppure incursioni nel campo delle scienze naturali (Etnobotanica di Laura Bornara e Mauro G. Mariotti e La rotta delle balene di Antonio Di Natale) e saggi di antropologia (Dal golfo all'arcipelago di Matteo Meschiari e Dalle sponde del quotidiano di Rossana Piccioli).
Un discorso a parte, invece, per i documenti iconografici: a corredo dei testi, infatti, il volume presenta una selezione di scatti in bianco e nero del fotografo Walter Bilotta (una selezione la trovate nella galleria fotografica a fondo pagina), diversi paesaggi dipinti da artisti di passaggio nel Golfo, alcune carte geografiche antiche che ritraggono la Liguria di Levante e l'area spezzina in particolare.
Per chi ama questi luoghi, i loro paesaggi e le loro atmosfere, Il senso del Golfo è un volume da leggere con attenzione: non mancherà di suscitare emozioni antiche e sentimenti mai sopiti. Dalle parole di ogni autore emerge la bellezza dei luoghi, la memoria che essi conservano, la natura che, come in nessun altro angolo di Liguria, regna ancora sovrana.
Un patrimonio immenso, quasi - se non proprio - un luogo dell'anima.