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Allevi: notte magica a Sarzana

 
È iniziato il festival 'Sconfinando'. Primo ospite, il pianista in concerto con un'orchestra di 40 elementi. Dalla nostra community
 
   

     
Sarzana, 8 luglio 2008
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di Simone Nocentini
   
Giovanni Allevi
Giovanni Allevi

Dopo aver ingombrato le classifiche dei dischi (venduti), sbancato i botteghini dei teatri, infarcito le menti dei produttori di spot che cannibalizzano i suoi brani, Giovanni Allevi ha tentato l’ultima sfida: girare per l’Italia con un'orchestra di più di quaranta elementi per proporre in concerto le proprie composizioni. Sfida culturale prima che logistica, affidata alla promozione arrivata dalla pubblicazione del suo ultimo disco: Evolution.

Una delle tappe di questo tour ha aperto, sabato 5 luglio 2008 alla Fortezza Firmafede di Sarzana, la rassegna Sconfinando, il cui cartellone proseguirà per tutta l’estate.
Lo spazio di uno dei cortili interni, chiamato ad ospitare palco e pubblico, è davvero suggestivo: dietro i musicisti uno dei torrioni della Fortezza, dietro cui il tramonto accompagna le prime note di Allevi al piano solo: una decina tra i brani più famosi per prendere confidenza con palco e pubblico (la sua timidezza, per quanto possa essere un po’ esagerata nella costruzione del "personaggio", convince tanto da imbarazzare quasi lo spettatore).
Alcuni dei componenti dei Virtuosi Italiani (orchestra che suona tra l’altro, anche con Ludovico Einaudi) lo seguono da fondo platea e, archetto alla mano, lo applaudono di cuore, come fossero uno spettatore qualsiasi.
Ma quando il tramonto lascia spazio alla notte senza luna, arriva ad illuminare la serata l’intero ensemble. Allevi passa alla bacchetta e presenta Angelo Ribelle, la suite in cinque brani che purtroppo, chissà perché, nel disco disponibile nei negozi è stata rivoltata e spezzata senza garbo. L’esecuzione dal vivo, supportata dallo scambio pubblico–palco, è decisa e coinvolgente, il compositore, sul podio, si trasforma in un catalizzatore di entusiasmo che riversa sugli orchestrali. E questi si divertono da matti. Il pubblico va in visibilio, ma è solo l’inizio.

Allevi torna al piano, ed inizia il dialogo con l’orchestra: Foglie di Beslan, dedicata alle vittime della strage in Russia del 2004, toccante e partecipata, e le versioni di Come Sei Veramente e Prendimi. Anche qui, rispetto al posizionamento nel disco un po’ gratuito, convincono, soprattutto la seconda.
Il concerto si conclude con 300 Anelli: è la rappresentazione simbolica e musicata dell’eterno dialogo tra uomo e natura, alla ricerca costante di nuovi equilibri. Dolce e delicata quanto ruvida e travolgente, è la composizione in assoluto più emozionante del concerto.
Travolgono gli inseguimenti scherzosi, tra piano ed archi, nella composizione del tempo in sette, che lasciano spazio alla creazione di una nuova, gloria armonica che si scioglie tra pubblico e palco.
Ma non è ancora tempo di andarsene, Allevi (e l’orchestra) tornano alle note ancora due volte, per due bis acclamati che si concludono con una standing ovation.

Per tutta la serata Allevi, che sarà timido ma non rinuncia a spiegare l’origine di ogni brano, ringrazia il pubblico, e gli si legge nei gesti e nelle parola la soddisfazione per essere arrivato fin lì, a presentarsi sul palco con le proprie composizioni. Una sfida vinta e che fa ben sperare rispetto al fatto che lui possa, ancora per molto, continuare a stupire con la sua travolgente capacità di suscitare emozioni tra le note.

 
 
 
 
 
 
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