24-30 marzo 2008
Ancora non ci credo. Sono a 25.000 km di distanza da casa e chi incontro? Un altro amico di un amico, visto in foto, un giorno, per caso, quando stavo ancora a Spezia. Si tratta di David, Davidino per gli amici. Ora vive a Byron con la sua ragazza, il suo van e le sue tavole. Surfa da una vita in giro per mezzo mondo, dal Marocco alla Costarica. Facciamo subito amicizia (noi italiani quando ci incontriamo oltrefrontiera, non ci molliamo più). Ci vediamo tutti i giorni per andare in mare insieme. Imparo da lui tutto quello che può insegnarmi. Assetato di surf come non mai, lo ascolto estasiato mentre racconta le sue avventure. Giriamo per tutti gli spot di Byron e dintorni. Incontro di nuovo Bob Mctavish (ndr leggenda del surf) e a due chilometri di mare aperto, proprio di fronte a Byron, ci troviamo davanti le Julyan's rocks, riserve naturali protette, meta di dive e snorkeling.
In queste due isolette rocciose, dimorano specie di ogni sorta di fauna e flora, prodotto dell’incontro di due correnti di acqua fredda e calda che attraversano questo tratto di oceano. A popolarlo, delfini, mante, alghe luminescenti e specie protette, come i grey nurse shark e le long head turtle, tartarughe di due metri. Mi godo lo spettacolo appollaiato sulla mia tavola, contento di questo osservatorio privilegiato, e molto. Soprattutto se penso che chi non può raggiungere questo paradiso marino con mezzi propri, deve sborsare 50 dollari per salire su un gommone mezzo marcio e magari anche affollato.
In questi giorni decido di cambiare tavola. Non che la mia non vada bene, ma mi sento pronto per qualcosa di più impegnativo. E poi mi sono rotto di essere stracciato da pivelli e nonnetti (con tutto rispetto). A casa mia i settantenni girano con la Gazzetta sotto il braccio e al massimo si concedono una briscola nel bar sotto casa. Qui, invece, escono all’alba con la loro tavola, si buttano in acqua e danno inizio allo show. Ammirevole, per carità, ma per uno della mia età, è frustrante essere preso a ‘tavolettate’ anche da chi mi dovrebbe ammirare tranquillo dalla spiaggia.
Torno da Mike , il mio shaper di fiducia. Decidiamo il tipo di tavola che, almeno a sentire lui, mi farà fare dei gran salti, di onde e qualità. Prendo una 5’10’’ retrò model, gialla e rossa, modello spitfire Mark Richards (altro mitico surfer e shaper australiano). L’avrò pronta tra qualche giorno, ma tanto non ho una gran fretta. Davidino mi ha lasciato in consegna il suo bing synchronizer 5’10’’ in configurazione quad o twin (gli amanti del genere la conoscono di certo...e giù che ricominciano gli accidenti). Quindi per il momento avrò di che ‘sfamarmi’. Perché la pizza va bene, ormai sono diventato un pizzaiolo a tutti gli effetti. Ma è da sempre il surf il mio vero pane e in questa terra non posso che esserne ingordo. I love Byron Bay.
31 marzo – 6 aprile
Ho adottato un animaletto. Dire domestico mi sembrerebbe un po’ azzardato, dato che non si tratta né di un gattino né di un cane. All'inizio avevo pensato a un koala o un cucciolo di kanguro, ma queste due alternative sembravano troppo scontate e così ho optato per un esserino che può sempre tornare utile. In realtà non l’ho scelto di proposito, mi è capitato di trovarlo in casa e non ho avuto il cuore di cacciarlo. Si chiama huntsman. In parole povere, un ragno. Non un ragnetto qualsiasi, ma uno di quelli col corpo cicciotello e peloso e le zampette lunghe e robuste che battono il tempo su vetri e superfici con un sonoro tic-tic. L’ho chiamato Pierino, così se farà danni non potrò prendermela più di tanto. Pierino è cucciolo (se si dice così anche per i ragni): sarà sì e no 4 cm di diametro, ma se si mette d’impegno e dà la caccia a tutte le mosche, zanzare e bagarozzi che popolano camera mia, sono convinto che crescerà in fretta. Comunque il ragnetto è abbastanza tranquillo, una specie di insetto da guardia. Se ne sta sul muro fermo per ore, tanto che ormai fa parte della tappezzeria. Che dire di più? Anche questa è Australia.
Con Daria, un’amica romana che sta a Byron da due anni, siamo andati a surfare a Watego’s che raggiungiamo a bordo di Mr Beautiful, il suo komby ovvero il van della volkswagen. Le onde erano molto piccole e non avevo con me una tavola adatta. Così mentre Daria con la sua longboard Munro 9’1’ surfa alla grande, io mi faccio il mazzo a pagaiare. Decido quindi di spostarmi verso un altro picco, quando a pochi metri da me spunta una testolina verde che sembra riprender fiato dopo una lunga immersione: una sea turtle. Mi metto a pagaiare verso di lei poco prima che, spaventata, ricacci la testa sotto. Le arrivo sopra e, senza pensarci due volte, mi metto in piedi sulla tavola per darmi più slancio e poi mi immergo per raggiungerla. Me la ritrovo a un palmo dal naso. Riesco ad acchiapparla per il carapace, modello cowboy con toro meccanico. Per qualche minuto ce ne stiamo sospesi a mezz’acqua, con la poverina che cerca di scappare ed io che tento di rimanerle aggrappato tornando a galla. Un po’ per compassione e un po’ per sopravvivenza (dato che ormai avevo esaurito le riserve di ossigeno), la lascio andare, di sicuro un po’ scombussolata. Io invece resto immobile per un po’, felice come una pasqua, e convinto che un’esperienza del genere, vale bene una giornata senza onde.