Raro (o unico?) esempio di un evento di poesia creato in zona (ideato da Angelo Tonelli e da lui organizzato a partire dal 2001 a ogni solstizio d’estate per conto dell’Arthena), ed esportato pari pari all’estero, Argonauti-Aquae Mundi a Charleston, in America, organizzato da Massimo Maggiari con la collaborazione di Angelo Tonelli, ha avuto un successo strepitoso, superiore a ogni possibile aspettativa, imponendosi come l’evento più atteso del Piccolo Spoleto Festival, e seguito da un pubblico assai partecipativo di circa millecinquecento persone, e dalle autorità dello Spoleto Festival, nonché da una delegazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Washington.
L’arrivo della nave, un’elegante imbarcazione d’epoca messa a disposizione da Fred Wichmann, un ottantenne magnate lupo di mare (ce ne fossero qui da noi!), preannunciato dal suono della cornamusa irlandese, è stato accolto dal pubblico guidato sul molo antistante la Maritime Station dai trampolieri in costume della Compagnia Nouvelle Lune, nata a Carrara e affermatasi come una delle migliori d’ Europa. Con i trampolieri, il grande percussionista Glenn Velez (tre volte Grammy Award), la famosa vocalist Lori Cotler e Davide Giromini con l’estro della sua fisarmonica, oltre ad altri figuranti. A 100 metri dall’attracco, la contralto Paola Polito ha intonato a voce nuda il Liebestod di Wagner.
Massimo Maggiari ha chiesto al pubblico – proponendo l’alternativa in linguaggio arcaico yeah or neah? – il permesso di attraccare e portare il messaggio degli Argonauti, e la risposta è stato un lungo appaluso e un corale yeah. A questo punto gli Argonauti Maggiari e Tonelli si sono uniti alla processione che è rientrata nello spazio antistante la Maritime Station, sul cui ampio balcone, ornato da un drappo di venti metri creato in loco dall’Artista Giuliano Diofili e ispirato a figure archetipiche e mitiche suggerite dal genius loci, sventolava lo stemma ufficiale del Comune di Lerici.
Atmosfera da grande happening per il seguito dello spettacolo, il cui filo conduttore erano gli interventi musicali di Velez e Cotler, sul palco incastonato nell’enorme ventre della stazione marittima: Angelo Tonelli ha recitato proprie poesie da Poemi del Golfo degli Dei, accompagnato dalla english reader Anne Lowndes; Maggiari ha offerto introduzioni ai tre temi fondamentali del viaggio (l’arrivo, l’esplorazione, il ritorno) e letto testi propri, di Conte e di Eliot; il professor Flaminio di Biagi, docente alla Loyola University, ha letto da Conrad altri testi di prosa ispirati al viaggio; particolare emozione ha suscitato la donazione di un quadro da parte di Giuliano Diofili a Alfred Olivetti, da sempre sponsor di Argonauti a Lerici, che ha visto coronato anche in patria il successo dell’iniziativa in cui ha creduto.nel corso degli anni.
Suggestivi gli interventi dal balcone della contralto Paola Polito, che ha musicato versi di Shelley accompagnata dalla fisarmonica, e ha evocato con grande intensità, nel finale, l’apparizione di Orfeo in maschera e abito dorato, che ha attraversato il labirinto creato con oltre settecento lumini da Giuliano Diofili, come già a Lerici nell’ edizione 2006 di Argonauti. Orfeo ha trasmesso una potente emozione iniziatica al pubblico che ha partecipato in silenzio assorto al momento misterico, come rivelavano le parole cantate dalla contralto, tratte dal frammento 847 Pearson di Sofocle, che allude alla beatitudine che attende nell’aldilà gli iniziati ai misteri eleusini. Infine l’intera processione, incluso Orfeo, si è allontanata nella notte, accompagnata da un lunghissimo applauso del meraviglioso pubblico della meravigliosa città di Charleston.
P.S. Al ritorno, un piccolo miracolo: Giuliano Diofili aveva raccolto una conchiglia sulla riva dell’Oceano, vicino a Charleston. La mattina dopo il ritorno, l’ha vista camminare sul pavimento di casa sua.
Insieme, abbiamo deciso di liberarla a Lerici, davanti alla scalinata degradante al mare di piazza Garibaldi, vicino al pontile in cui attraccheranno gli Argonauti il prossimo 20 giugno. Un segno davvero mirabile del ponte che unisce Mediterraneo e Oceano, Lerici e Charleston, nel nome della Bellezza, dell’Arte, della Luce.