22 febbraio 2008
Come back to Brisbane! Oggi ritorno alla città che mi ha dato il benvenuto in Australia. Troviamo un ostello per la Vale, mia compagna di viaggio. Sarò poco galante, ma io per una sera voglio provare di nuovo l’emozione di dormire in una casa vera. E così approfitto dell’ospitalità di chi, come al mio arrivo (ormai un mese fa), è ancora disposto ad ospitarmi: Eugenio, architetto italiano ma australiano d’adozione da parecchio tempo. È da lui che ceniamo questa sera: una bella pasta fatta dalla padrona di casa, Magda, annaffiata da un buon vino rosso. Cena di arrivederci per me e la Vale, dato che da domani le nostre strade si divideranno. Lei in viaggio per la Thailandia. Io a godermi ancora questa terra assurda: due giorni di campeggio a Noosa e finalmente la prima surfata!
23-24 febbraio 2008
Pronti per il camping. Eugenio, Magda ed io prepariamo i nostri zainetti da bravi boy scout. I viveri scarseggiano un po’ ma in compenso abbiamo 10 litri di birra a testa per due giorni (se non mi viene la cirrosi alla fine di questo trip, posso dirmi miracolato!). Arriviamo a Noosa, una specie di Forte dei Marmi, quanto a movida e negozi di alta sartoria. La differenza è che invece di cani col pedigree, qui ci sono canguri e koala, liberi di muoversi dentro il Great National Sandy Park.
Nel sentiero per Tea Tree Bay per la prima volta vedo un koala dal vivo: dall’alto del suo eucalypto, tiene lo sguardo fisso su di noi e non ci molla finché non scompariamo dalla sua visuale.
Ed eccomi alla spiaggia che terrà a battesimo la mia prima surfata nell’oceano. Non ci sono parole per descrivere la sensazione che provo. Only a surfer knows the feelings!
Surfo per tre ore di fila con il minimalibu di Magda. Non è il massimo ma per come sto adesso potrei fare surf anche con una tavola da stiro. Esco sfinito dall’acqua e partiamo per il campeggio. Il posto è proprio in mezzo al parco nazionale, immerso nel verde e con i canguri come vicini di tenda. Mega barbecue con bistecche e braciole come insegna Fefé, uno di quegli amici che senti vicino anche da lontano. E poi a nanna... ubriachi.
Beautiful day anche oggi (forse dall’Italia hanno smesso di gufare). Ci aspettano le onde di Granites Bay, lisce e divertenti. Compro la wax (una specie di paraffina per fare presa sulla tavola) e ne metto una bella dose. Finalmente si comincia a ragionare. Certo, se avessi sotto i piedi il mio Mac 9’5’, farei vedere a questi australiani il surf made in Italy. Ma per adesso sono loro a darmi qualche lezione: in mare c’è poca gente ma il livello è alto. Alcuni ragazzini sparano hang 10 (manovre azzardate) come se piovesse. 1 a 0 per gli australiani, ma ho parecchi mesi per rifarmi.
Verso sera torniamo a Brisbane. Sperando di tornarci presto, saluto Noosa, contento come un bimbo che ha appena riavuto la sua bici nuova.