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Nós dois, da Portovenere al Brasile

 
Il duo spezzino convince con "Via Vai". Un disco ricco di influenze, tra samba, folk e bossanova: difficile da inquadrare ma molto riuscito
 
   

     
17 marzo 2008
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di Manrico Mazzoli
   
Nos Dois - Vai via

Ok, sarà che appena sento odore di Brasile e bossa nova mi sciolgo come neve al sole… Poi la sorpresa di un disco ricco di influenze, difficile da inquadrare in un genere, con testi in italiano e in portoghese e mille sfumature musicali. A mio parere è un grande pregio che aggiunge valore alle composizioni ed agli autori, che sono Federico Foce, chitarrista-cantante e compositore e Anna Menchinelli, voce calda e vellutata, coautrice dei testi e delle musiche.

Ad Anna e Federico, in arte Nós dois, chiedo del loro amore per la cultura brasiliana, in particolare per la bossa nova che è stato il motivo originario del loro sodalizio artistico. A Federico preme sottolineare un concetto importante: «Ci riconosciamo principalmente nella “Musica Popular Brasileira” che racchiude più generi musicali e non opera la distinzione tra musica “colta” è musica “pop” come accade in Italia o in Europa in generale.. E’ lo sforzo di integrare la tradizione, rappresentata dal samba e dalla bossa nova, con altri generi come il folk, il rock o la musica classica…. Capita così che artisti come Guinga, che appaiono “classici” o “impegnati” ai nostri occhi, lì in Brasile risultino essere popolari…».

Allora parliamo degli ospiti illustri che hanno partecipato con entusiasmo al progetto: in primis proprio Guinga, grande chitarrista e compositore brasiliano, su richiesta del quale Anna ha scritto la versione italiana di Canção desnecessaria, e poi Gabriele Mirabassi e Paulo Sérgio Santos, clarinettisti di livello internazionale; e ancora il direttore della Bansigu Big Band Luca Begonia al trombone, Enzo Zirilli, Roberto Red Rossi e Gilson Silveira alle ritmiche, Giancarlo Maurino ai sassofoni e flauti, Giancarlo Bianchetti e Silvio Rosi alle chitarre, Ney Portilho al basso, Stefano Cabrera al violoncello, Eduardo Taufic alla melodica, Simon Papa alla voce, e, last but not least, Roberto Taufic Hasbun alla chitarra e al cavaquinho, co-produttore artistico e arrangiatore della maggior parte delle canzoni.

Nel CD convivono brani allegri e ironici (Via vai, Magicabularà, Kimbo, l’ABC dello Zulù, Blues do nego nagô, Tutti i vorrei) dove i contrattempi della vita, i giochi linguistici, le filastrocche magiche o gli animali di casa diventano il tema principale dei testi, con brani più intimi e impegnati (La regina degli Champs-Elysées, Carta branca, Canção desnecessaria, Ninna nanna) dove si racconta di amori immaginari o di splendide donne-regine. Non mancano poi intensi brani strumentali, nei quali la chitarra di Federico che si intreccia con i contrappunti del clarinetto di Mirabassi (Valsa do luar) o della chitarra di Taufic (Um abraço no Taufic). Alcuni di questi brani sono già stati scelti per le musiche dello spettacolo “La strega nella zuppa” di Massimo Ivaldo.
Forse le parole più belle per descrivere questo lavoro sono sul libretto allegato al CD: «impossibile ascoltare senza piangere. Dà una sensazione di cosa molto lontana, alla portata di non so quali mani. Non è stato fatto perché io possa descriverlo. E’ come avere i capelli imbiancati dal tempo. Tutto avanza con delicatezza, rendendo l’anima completamente indifesa di fronte alle cose profonde e sottili che accadono in questa musica-vita. E’ il lamento di Anna e Federico. E’ un “Amazonas” che ha perso il suo letto e sbocca a Portovenere». Parola di Guinga.

 
 
 
 
 
 
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