2 - 3 febbraio 2008
Finalmente un po' di riposo. Giro lungo fiume con sosta davanti a un monumento in onore dei pionieri della canna da zucchero. Dono della comunità italiana di Innisfail. Qualche acquisto da buon italiano (souvenirs per amici e partenti) e per cena corono un sogno: tortillas con avocado e salsa piccante, cibo preferito di Dave Reynolds in ‘Words’. E in effetti il piatto merita!
Stasera niente punch night, anche perché piove a dirotto da ore. Ma qualche giro di bundaberg rum e coke al Rumors, l'unico locale di questo posto dimenticato da Dio, non ce lo leva nessuno. Ci scappa anche una mezza rissa tra noi backpackers e i locals. E il merito dello scampato pericolo va soprattutto a lui, Henry, lo Schwartzenegger della Finlandia. Birra della buonanotte e poi ‘clic’, spengo il cervello. La mattina dopo pare che il cielo sia finalmente dalla nostra parte. Ma tutto il Queensland è sommerso d'acqua. Tra pioggia e banane non vedo l'ora che sia il prossimo weekend per levarmi di qui. Mi solleva un po’ il morale il menù che c'è per cena: il ragù della Vale, mia inseparabile compagna in questa prima parte della mia Australia’s adventure.
4-5-6-7 febbraio 2008
Quattro giorni all'insegna della routine (si fa per dire) più totale: banane, ostello e a letto presto. Questa seconda settimana nella farm si distingue dalla prima solo per qualche episodio.
La soup dinner del lunedì sera, tanto per dirne una: cena a base di minestrone-pane-acqua-caffè- dolce, tutto a ufo in una specie di mensa dei poveri, dove alla fine gli unici poveri siamo noi backpackers. E anche l'atmosfera che c’è in questo capannone è impagabile: tante giovani facce di sconosciuti che qui sembrano essere amici da una vita.
Un accenno meritano anche le crepes dolci di Corynne, altra ragazza dell’ostello. Un modo per festeggiare il nostro martedì grasso. E poi finalmente un po’ di brivido: primo incontro ‘a tu per tu’ con un serpente. Arrotolato dentro il bunch di banane, non troppo grande e pacifico, almeno a detta dei locals. Poi ho scoperto dopo che non era pericoloso solo per il morso poco sviluppato. Ma se ti becca ti rimangono 20 minuti di tempo per prendere il siero ed evitare di passare a miglior vita. Proprio pacifico l’animaletto. E quando Myriel (una ragazza tedesca) se l’è visto nascosto sotto un cappello vicino alle sue ciabatte, ha fatto un salto da fare concorrenza a Bubka. Non mi ha parlato per un paio d’ore, ma dovevo pur trovare un diversivo in questa piantagione infinita? Anche se sono convinto che questo posto mi mancherà. In fondo qui ho imparato un sacco di cose: che l’albero della banana è fatto dal 90% d’acqua. Che ci mette 9 mesi a essere completamente formato, proprio come un feto (se non fosse che l’albero -casco incluso- pesa 50 kg).
Riflessioni che arricchiscono il mio background culturale a parte (…), aspetto impaziente il mio venerdì santo (giusto per rimanere in tema di quaresima): ultimo giorno di lavoro in mezzo alle banane, giorno di paga e di festa-autodistruttiva in ostello!