22 gennaio 2008
Non so neanche per quanto tempo ho dormito. Appena apro gli occhi mi ci vogliono 10 minuti buoni per capire dove diavolo mi trovo. Poco dopo sono già in strada, a Brisbane. Il sorriso curioso con cui ero uscito di casa, diventa puro stupore quando sul Captain Cook Bridge, sulla riva del Brisbane River, mi imbatto nel mio primo contatto australiano: due iguane che scorazzano per strada. Niente in confronto a quello che di lì a poco mi aspetta al Botanic Gardens.
Mi sembra di essere dentro un documentario di Piero Angela: animali mai visti (se non in tv), in terra, sugli alberi, in aria, incuranti della gente intorno, che a sua volta non li fila di uno sguardo, mentre io mi fermo a fotografare ogni dettaglio. E sullo sfondo i grattacieli della city.
Un po' stranito, arrivo a Queen Street, una delle vie principali. Qui vengo travolto da una massa brulicante di persone e casa mia non mi sembra più così lontana. Ho l'impressione di stare in via Prione di sabato pomeriggio, anche se qui è martedì e c'è gente di ogni razza.
Giro un po' a casaccio per le strade, sempre con la testa in aria. Attraverso il Goodwill Bridge finché, come era facile immaginare, mi perdo. Tiro fuori la mia fedele cartina, quando mi si affianca Mike, un signore che, preso da compassione, si propone di aiutarmi. Assomiglia a Michael Moore: cappellino in testa, capelli grigi, occhiali da vista, polo, bermuda e calzettoni al ginocchio. Capisce subito che sono italiano (forse per il mio inglese sbiascicato) e inizia a raccontarmi del suo viaggio in Calabria (credo). Tutto questo mentre mi accompagna a casa, mi stringe la mano e con il suo “enjoy your time” mi dà il benvenuto ufficiale nella terra dei canguri.
23 gennaio 2008
Gli australiani in fatto di macchine truccate non hanno rivali. È questa la mia prima riflessione giornaliera, dopo aver visitato il quartiere di Moorooka, tutto concessionarie e officine. Qui la gente si diverte a sgasare ai semafori, come fosse una regola del posto o un segno distintivo. In ogni caso, in confronto, i miei amici più ‘tamarri’ mi sembrano esperti di bon-ton.
Apprezzo molto di più invece, una seconda abitudine australiana, che imparo in serata: cena all'aperto a base di salsicce, carne alla brace e birra fresca. Un barbecue in piena regola, con la differenza che qui è abitudine farlo la sera e non c’è bisogno di portarsi attrezzature da casa. Né cercare pietre e stecchetti per graticole di fortuna. A Brisbane ogni parco è attrezzato per queste cene - neanche troppo fai da te – sotto le stelle. E se poi il panorama è quello della Skyline di notte, beh, non posso chiedere di meglio.