Il team del Mama music restaurant
Tre coppie di amici, tutti dai trenta a quarant'anni, decidono di imbarcarsi nella stessa avventura. Rilevano un locale che a Spezia ha fatto moda per anni. E con la nuova gestione, dall'ottobre del 2006, continua a essere un punto di ritrovo per tanti giovani.
Ora si chiama Mama music restaurant ma ha mantenuto la fisionomia di sempre: in via Valdilocchi, in uno stabile in mezzo ad altri capannoni, il Mama si apre su due sale dallo stile essenziale. Pochi ma ricercati dettagli, come le pareti di mattoni e i due banconi del bar con listelli di legno, recuperati da barche dismesse. Poca luce, solo quella sparata da qualche faretto, e una vetrata che delimita la zona fumatori.
Matteo, Marco e Giuseppe, d'accordo con le loro compagne, hanno la stessa politica di gestione.
A mezzogiorno pranzi di lavoro con menù casereccio. Gnocchi, ravioli, tagliolini, polpette. «La nostra è una cucina casalinga da offrire ai lavoratori della zona a prezzi contenuti» dice Valentina, una delle tre donne del gruppo. «Lavoriamo molto sull'indotto del porto e sui pranzi veloci, per la vicinanza con l'autostrada».
La sera, invece, il menù è alla carta, tranne per ricorrenze varie e compleanni, dove si concordano piatti e prezzi. «In queste occasioni serviamo soprattutto sgabei, affettati, formaggi, grigliate miste e tagliate, cose che accontentano un po' tutti». In quanto ai dolci, gli unici serviti sono quelli della casa: dal più richiesto da sempre e ovunque, il tiramisù, alle cialde di meringa con crema chantilly e fragole.
Si arriva così ai dopocena, proposte diverse per ogni sera della settimana. Martedì, latino americano: un'ora di lezione gratuita e poi pezzi caraibici fino a chiusura. Mercoledì serata a tema. Giovedì live, con band da tutta la Liguria. E il weekend disco, con musica a 360° il venerdì e commerciale il sabato. Si finisce la domenica con il karaoke, che se per alcune realtà risulta superato, qui continua ad attirare gente.
E la gente al Mama è sempre tanta. Il tipo di utenza varia, salvo qualche gruppetto di affezionati che hanno fatto di questo locale il loro bar di quartiere. "Vengono qui quasi ogni sera" dice Valentina, "siamo diventati la loro seconda casa", facce amiche che si aggiungono a un team già affiatato che, per una volta, sfata il luogo comune secondo cui i soci-amici hanno vita breve.
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