Tea Room
Pavimenti in marmo e volte affrescate. Arredi in legno conservati da decenni e grandi specchi. Alle pareti articoli di giornale con scorci urbani sbiaditi dal tempo. E vetrine con trionfi di dolci, il vanto di questo locale.
Si chiama Gemmi, dal nome della famiglia a cui appartiene dal 1934. Si trova a Sarzana, in un palazzo d'epoca, lungo quella che una volta era la via Francigena, l'attuale via Mazzini. Non è una semplice pasticceria o caffè, anche se sono queste le sue destinazioni d'uso. Ma appartiene alla memoria storica della sua città e ha ereditato l'arte dolciaria di pasticceri svizzeri dell'Ottocento, i primi proprietari del fondo. È da allora che ha iniziato a fare epoca.
Senza esagerazioni, Gemmi può essere definito come un concentrato di storia ed eleganza, e lo sanno bene i sarzanesi, per cui rappresenta da sempre un'istituzione. Tutti ricordano il suo storico proprietario, il signor Silvano che rivive, nei modi e nelle fattezze, nella figlia Fiammetta, ad oggi l'unica titolare. «Questo luogo ricrea l'atmosfera di una volta, di quei caffè che erano punto di ritrovo di società pulsanti». È così che Fiammetta parla di questa sua seconda casa, locale che, con orgoglio, ricorda fare parte dell'Associazione Locali Storici Italiani e della Guida bar d'Italia 2007 del Gambero Rosso. Titoli conquistati con anni di esperienza e qualità dei prodotti, tutti artigianali e tutti elaborati seguendo ancora ricette centenarie. Muffin al janduia, cheesecake, mini porzioni di sacher e crostate di frutta. Meringhe, cioccolate in tazza. E, dulcis in furno, per citare una scritta dipinta su una volta, buccellato e spungata' - sfoglia azzima con ripieno di mele, pere, mandorle e canditi - il fiore all'occhiello di tutta la produzione.
In bella mostra su mensole con merletti e credenze, vasi di vetro pieni di caramelle di zucchero, scatole di latta ma anche suppellettili di modernariato.
È questo un locale che sintetizza tradizione e innovazione: da una parte vecchi stampi in legno e l'angolo bar con l'antica cioccolatiera in rame. Dall'altra, a breve, il laboratorio a vista.
«In vendita abbiamo anche prodotti di oggettistica, cornici, servizi da the, che si aggiungono alle classiche scatole di cioccolatini, per soddisfare appieno le esigenze dei clienti» dice Fiammetta Gemmi. Ad oggi, l'ultima modifica architettonica, risale a qualche mese fa: è l'elegante tea room, nuovo spazio per colazioni e merende con tanto di caminetto.
Ma l'attività di Gemmi non si ferma qui. In un piccolo fondo nella via laterale, sempre nello stesso edificio, d'estate apre la gelateria e il cannolificio, «attività nate quasi per gioco diventate parti importanti di tutta la filiera dolciaria1».
E poi, al piano di sopra, Il Loggiato, nei locali di un antico convento del Cinquecento. È con questo spazio, aperto a degustazioni ed eventi culturali, che Fiammetta è riuscita ad affiancare l'eredità artigianale con proposte artistiche: mostre d'arte, presentazioni di libri, dibattiti, concerti e un concorso lirico di livello internazionale, lo Spiros Argiris.
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