Il Mulino del Cibus
Tutto è nato vent'anni fa. Alcuni amici si danno appuntamento ogni settimana intorno alla stessa buona tavola. Bivaccano, azzardano accostamenti di sapori, condividono il piacere per cibo e vino di qualità. Col tempo questa passione prende corpo e diventa prima un circolo ristretto, il club del Cibus. Poi un locale: un vecchio mulino degli anni '30, trasformato in un laboratorio del gusto al servizio di tutti. È così che quindici anni fa nasce Il Mulino del Cibus (Castelnuovo Magra, via Canale 46, 0187 676102) ma la sua storia non si ferma qui. Il Mulino, sempre fedele al suo nome, a Sarzana apre la sua rivendita di prodotti di nicchia.
Il Mulino del Cibus è un'enoteca fornitissima in via Cigala. È diventata una realtà distaccata dal ristorante a Castelnuovo, anche se il richiamo è forte: dal nome, sempre lo stesso, al logo, una macina in sezione. A gestire questa attività è Gianpaolo Giacomelli, uno di quei giovani amici che di una passione hanno fatto un mestiere. Gianpaolo alle spalle ha anni di esperienze nell'enogastronomia. Una per tutte, un corso a Londra all'Institute of Masters of Wine, da cui ha inizio la sua carriera giornalistica nel mondo del vino (da tempo collabora con la Guida dei vini dell'Epresso). A lui piace definirsi artigiano, per distinguersi dalla grande distribuzione di massa. Qui ogni prodotto è pensato e ricercato nel dettaglio: «Non aspetto che siano i fornitori a venire da me, ma sono io che, con la mia compagna Bruna, giro l'Italia alla ricerca di prodotti che abbiano una storia, un mondo da scoprire e raccontare».
Il fondo in cui si trova l'enoteca, con l'attività del Mulino, non ha tradito la sua antica destinazione d'uso: era infatti la cantina del palazzo, oggi con lavandino d'epoca rimesso a nuovo e volte con mattoncini a vista, che risaltano tra i colori caldi delle pareti.
Lungo i muri, scaffali pieni di prodotti, sempre diversi: «A me piace cambiare, non fossilizzarmi né fidelizzare troppo il cliente, proponendogli sempre qualcosa di diverso». E di prodotti particolari al Mulino ce ne sono davvero tanti: mieli al rosmarino o al girasole; confetture melanzane-spezie o albicocca-caffè; creme al luppolo, alla rosa canina o al radicchio dell'orso. Caffè artigianali, vari tipi di sale, aceti, oli e cioccolate. E anche prodotti per liste di nozze, come le batterie di pentole in rame, tra cui spicca un prototipo rivestito in argento, perché qui la sperimentazione è di casa. E poi una grande rappresentanza di vini, con etichette che cambiano continuamente e un' ampia gamma di Champagne.
Oltre alla qualità del prodotto, Gianpaolo e Bruna danno importanza anche al packaging, «aspetto che attira tanta gente per fare acquisti da regalare» aggiunge Gianpaolo che porta la sua professionalità anche fuori dal Mulino: organizza approfondimenti serali, incontri con i produttori, intesi non come le solite lectio magistralis ma come serate in onore del buon cibo e del buon vino. E rifornisce ristoranti, cantine private in giro per il mondo, dall'Europa al Canada fino all'Australia, sempre alla ricerca di sapori e gusti da far conoscere. «Ho una mailing con 400 contatti a cui invio spesso report sulle mie esperienze di viaggi in giro per fiere e degustazioni», dice orgoglioso questo appassionato gourmet.
Ed ecco che mentre parliamo entra un cliente, l'ultimo della giornata. Cerca una bottiglia di vino rosso e prontamente Gianpaolo chiede «Cosa c'è per cena?», a dimostrazione che al Mulino non si dà niente per caso.
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