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Undici nipoti e una grande casa da riportare alla luce, perché custode dei ricordi di una vita. In quest'unica frase si racchiude il senso della ristrutturazione di Villa Pratola, dimora d'epoca che si trova lungo la Cisa, il vialone che conduce Sarzana a Santo Stefano Magra. La Villa si distingue per le due grandi scalinate esterne e lo stemma gentilizio che campeggia sulla facciata, quello della famiglia Remedi.
Abbandonata a se stessa per lungo tempo, la villa, che prende il nome dal parco che la circonda, è ritornata da qualche mese agli antichi splendori.
Il merito va a chi, ancora bambino, ha trascorso in questa casa barocca giornate di festa e vacanze d'estate, tutti intorno allo stesso grande tavolo e all'ombra degli stessi alberi. Sono gli eredi della marchesa Adelina Remedi e del comandante della Marina Reggia Roberto Petrelluzzi.
«Dopo la morte di nonni e zii, toccava a noi nipoti ridare forma e decoro a questa proprietà comune, testimone della memoria storica di una grande famiglia». È in questo modo che Adele Petrelluzzi, una degli eredi di questo patrimonio di affetti e di ricchezze, giustifica i recenti lavori di restauro: «un'impresa faticosa e affascinante, ma anche doverosa», aggiunge, «seguita con cura dall'ingegnere Renzo Comino, altro cugino e nipote coscienzioso».
Dal tetto alle fognature, dall'impianto elettrico a quello d'irrigazione, un lavoro di rifacimento e attento recupero per un risultato che supera le aspettative.
Per come appare adesso, non si fatica a credere che Villa Pratola, felice fusione di architettura ligure e toscana, sia sotto il vincolo delle Belle Arti. Se è difficile datare con esattezza la sua costruzione, è invece molto facile riconoscere il valore dei beni che conserva: vasi e coppe medicee, camini in marmo policromo in ognuno dei tre piani, pavimenti alla veneziana e soffitti affrescati.
Queste sale verranno aperte a cerimonie private e pubbliche, convegni, conferenze, seminari, mostre d'arte. Ogni evento a Villa Pratola troverà una cornice d'eccezione.
Questo l'obiettivo dei nuovi proprietari: mettere il loro prestigioso bene a servizio di arte e cultura o semplicemente di chi ricerca uno spazio esclusivo per le proprie occasioni.
A inaugurare la villa risanata, il matrimonio di una delle pronipoti Remedi, il 6 ottobre scorso, evento bagnato da un acquazzone beneaugurante, anche se il suo porta fortuna questa grande casa gialla lo ha già: è il cedro del libano, lo stesso che una volta ospitava sui suoi rami i giovani proprietari e che oggi si appresta ad accogliere nuovi visitatori.
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