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La Spezia, la terza città più bombardata d'Italia durante la seconda guerra mondiale. La Spezia, tutta industrie, cantieri e arsenale. Nel 1946 è stata protagonista di una vicenda che il Sindaco Massimo Federici definisce: «stupenda, una storia che ha dell'incredibile». Si tratta dell'accoglienza riservata dei profughi ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ma soprattutto del viaggio della nave Exodus, che portò ad Haifa oltre quattromila persone, partendo proprio dal porto ligure. «Episodio grazie al quale La Spezia si è guadagnata la definizione di 'Porta di Sion' in lingua ebraica», dice ancora il Sindaco, e anche una Medaglia d'Oro al Merito Civile, consegnata al Comune dal Presidente Ciampi nel 2006.
Dal 22 al 24 novembre 2007 torna, come ogni anno, la celebrazione del Premio Exodus: «quattro giorni in cui la città diventa un grande palcoscenico e ospita eventi musicali, incontri, mostre», afferma Federici, «durante i quali rendiamo onore alla memoria di quegli eventi storici cercando di attualizzare il tema. D'altra parte, il tema delle migrazioni è quanto mai attuale oggi».
Lunga la lista degli ospiti: da Remo Bodei a Khaled Fouad Allam, da Giulio Giorello, David Bidussa, Maria Pace Ottieri, Lorenzo Caselli.
Grandi nomi anche per ciò che riguarda la musica: Carmen Consoli porta un suo progetto dal nome La musica antica del nuovo millennio, e poi Noa.
Ma l'ospite d'onore della manifestazione sarà Yossi Harel, il comandante della nave Exodus che sessant'anni fa salpò dalla Spezia. Oggi, 87 anni, Harel è uno degli uomini più in vista d'Israele: dopo quell'impresa eroica, ha fatto fortuna come imprenditore. Dalla vicenda della Exodus è stato tratto anche un film, con Paul Newman protagonista proprio nel ruolo di Yossi Harel. E qui sta la sorpresa. Dopo il Premio Exodus, il Vice Ministro agli Esteri Ugo Intini, cercherà di portare Harel a Roma per metterlo direttamente in contatto con l'attore americano.
Il Premio Exodus alla carriera andrà invece alla narratrice e giornalista Chiara Sereni.
La presentazione del Premio Exodus 2007 è un'occasione per fare due chiacchiere con il Sindaco spezzino riguardo al passato ma soprattutto il futuro della sua città. «In un certo periodo della sua storia La Spezia - dice - ha rischiato di perdere la propria identità. Oggi sono in cantiere una serie di progetti che ci fanno guardare avanti con fiducia». Tipo? «La parola chiave è "mare", per me è quasi un'ossessione ma credo sia giusto così. Alla Spezia ci sono centri di ricerca e dipartimenti universitari incentrati sull'ingegneria e la tecnica navale e marina unici in Europa, talvolta nel mondo. Il nostro è ancora un piccolo Polo, ma sta iniziando ad attrarre giovani anche dall'estero».
Appunto, i giovani come se la passano? «Purtroppo, come accade nel resto della Liguria, la nostra è una tra le città più anziane del Paese. La vita cittadina si è organizzata di conseguenza: fino a poco tempo fa non c'erano locali, vita notturna, strutture adatte al divertimento. Oggi c'è un'inversione di tendenza». Se chiude gli occhi e immagina La Spezia tra dieci, vent'anni, come la vede? «Più giovane, accogliente, attrattiva. Penso sempre a Barcellona, così cambiata negli anni scorsi. Ma quella trasformazione era stata concepita trent'anni prima. È questo il senso della politica, guardare avanti e agire per tempo».
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