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Ma dopo la BMW e la Cinquecento non rischi di diventare un autore di musica da spot?"
«Beh, non ci ho mai pensato. In effetti potrebbe essere. Io comunque non guido e non possiedo un'auto.
La mia musica è libera e va dove è richiesta».
La risposta di
Giovanni Allevi disarma e diverte. La sua
Back to life è colonna sonora del nuovo spot FIAT e
Panic è la musica che accompagna la promozione del Servizio Civile Nazionale. BMW aveva scelto invece il brano
Come sei veramente, tratto dall'album
No Concept era tratta
Come sei veramente, per lanciare la Serie 3 Touring).
Joy è l'ultimo e osannato album di Allevi, che in meno di dieci mesi ha venduto oltre 70.000 copie: «ho registrato
Joy senza averlo mai suonato prima, se non nella mia mente: il pianoforte deve restare per me
un'isola incontaminata da esplorare. L'emozione ha il sopravvento sulla tecnica, l'intensità dell'attimo supera l'esperienza. Ci ho messo cinque giorni, chiuso in studio di registrazione per dieci ore al giorno ma circondato dal talento, lucido e appassionato, dei miei collaboratori e dalle loro premurose attenzioni. Ho seguito il
mio suono, che è diverso per ciascun brano.
Ho liberato con attenzione le risonanze, la parte più istintiva ed imponderabile, affinché queste mi avvolgessero all'altezza del cuore. Davanti alla Musica non ho scelta: mi assale, destata da ciò che mi circonda nella quotidianità ed io, con impegno maniacale, le do la forma che lei stessa mi chiede. Finché non lo faccio, continua a girare nella mia testa anche per anni, procurandomi problemi di attenzione e di percezione.
Joy è la mia libertà di espressione musicale».
Lui, il nuovo fenomeno della musica, si è esibito a New York il 21 maggio scorso con un doppio
sold out al
Blue Note, e in Cina con due concerti a Shanghai. E dopo un tutto esaurito a Roma,
giovedì 6 settembre Giovanni Allevi sarà al Molo di Monterosso con il suo
Joy Tour 2007 (ingresso gratuito).
Il 14 settembre sarà a Sarajevo e il 22 settembre a Belgrado. Questa sua aria alla "Schultz" lo rende carico di umanità: Giovanni conversa con il pubblico e lo ipnotizza presentando con spontanea allegria e con un tocco di fantasia ogni sua canzone, in particolare quelle dell'ultimo album.
«
Panic è nata
guardando le persone dal vetro dell'ambulanza. E' proprio strano che, in un momento di così grande paura, sia venuta a trovarmi una melodia tanto dolce. In realtà serve solo a ricordare che ogni tanto è necessario fermarsi e lasciarsi cullare dall'esistenza».
«Una volta ho avuto l'onore di guidare un aereo, piccolo piccolo, in balìa del vento, sopra ai limpidi cieli di New York. Nella mia testa questa musica ha coperto la fatica del piccolo motore ad elica. Così è nata
Viaggio in aereo: due mani, dieci dita, ma una sola nota alla volta, una dietro l'altra». Ed ecco invece come è nata
Il bacio: «ho invidiato
Il bacio di Gustave Klimt. Anche io volevo
disegnare in note il mio bacio».
Il suo pubblico, molto variegato, è composto anche da giovanissimi (incredibile, ma vero) e al termine di ogni concerto non manca mai la
standing ovation. Lui non si tira indietro neppure a concerto finito. Sono diventati famosi e ormai fanno parte del personaggio (ma anche della bella persona), il suo autografo con il pupazzo disegnato. Centinaia di persone lo aspettano alla fine del concerto per parlare con lui e Allevi trova sempre il modo di rispondere e avviare un breve dialogo. Questa sorta di processione pagana va avanti per ore.
«Al San Carlo di Napoli - ci racconta una persona dello staff - gli inservienti, dopo oltre due ore che Allevi parlava con i fan, ci hanno sbattuti fuori e lui ha continuato nella piazzetta davanti al teatro ad autografare e a disegnare pupazzi».
Giovanni Allevi è lettore accanito del brasiliano Coelho - «leggo però appena una pagina al giorno, perché mi soffermo per delle ore a meditare su ogni singola frase», racconta - e un appassionato di fumetti: «mi avvincono le storie di
Dylan Dog».
Prima dei suoi spettacoli ha un rituale tutto suo: due giorni prima del concerto va in piscina e, nuotando lentamente sott'acqua, ripassa nella mente ogni nota, ogni movimento delle dita. Prima del concerto, poi, mangia sempre
una fetta di torta Sacher. Poi accarezza la tastiera del pianoforte e
gli sussurra di fare il bravo.