Ieri sera il colore non le convinceva e così ora Valentina (
Valentina Giovando) è pronta per tornare a dipingere la
wunderkammer che accoglierà i lavori suoi, quelli di
Elena Carozzo e di
Beatrice Meoni. La mostra,
Le ore accorte inaugura (in via Fondachi, 18 a Sarzana)
sabato 4 agosto (aperta fino al 19 e poi dal 31 agosto al 2 settembre in occasione del Festival della Mente) e parlerà
tre linguaggi diversi, tanti quanti sono quelli delle artiste coinvolte.
«Elena e Beatrice - spiega Valentina - in realtà lavorano nello stesso ambito, nella pittura e arti visive, e dialogheranno di più tra loro. Beatrice, che per vent'anni ha fatto la scenografa a teatro, e oggi è un'artista che opera attraverso varie tecniche, dalla pittura al video, all'installazione, presenta alcune foto e un lavoro sulla memoria (potendo attingere ad un prezioso archivio di un amico poeta), mentre Elena propone acquerelli su tela. La mia è una sfera completamente diversa, fatta di oggetti di artigianato artistico tra cui spiccherà un comodino». Ma chi
Grace, (il
"Comodino di recupero rivestito di broccato, decorato con pailletes e ricoperto di vetroresina inchiodata...", nota dal
sito di Valentina)? «No, quello è di fianco al mio letto. A dire il vero sui nomi sono ancora un po' indietro, non so come si chiamerà».
Il tema comune che aggrega le espressioni artistiche è appunto la wunderkammer e più in generale la fascinazione nata dalla visione del film
Marie Antoinette di Sofia Coppola. «L'ho visto io per prima poi l'ho passato e tutte e tre ci siamo appassionate al lavoro meticoloso della Coppola su una donna del 700 così estremamente contemporanea. Una modernità fatta trapelare in tutta una serie di scelte cromatiche - penso al grande lavoro sui costumi per esempio: non so se ricordi la scena delle scarpe, le fogge sono quelle dell'epoca ma i colori sono sgargiantissimi, anni '80 e tra le tante compaiono per pochi secondi anche un paio di All star. La nostra wunderkammer non riuscirà ad essere affollata come dovrebbe - Beatrice lavorerà sul gusto per le curiosità scientifiche e l'anatomia, con una serie di reperti naturalistici - però ci saranno opere che si guarderanno e l'occhio attento ritroverà una nostra personale rilettura dello stile Luigi XVI».
E
il titolo,
Le ore accorte? Un gioco di parole e un rimando letterario a incastro che, spiega Valentina, «rimanda a
Le ore di
Michael Cunningham, abitato appunto da tre donne molto diverse anche nello spazio e nel tempo - come siamo noi: Elena, milanese (a Sarzana dal '96) ha 40 anni, Beatrice, pisana, ne ha 46 e io 36. Accorte' o A corte' si può leggere sull'invito, per via di un gioco di colori e grafico, rimanda al concetto di "accorgersi, essere pronti" legato alle immagini delle nostre tre teste, che compare sull'invito: teste con ali che vagano e trovano qualcosa su cui fermarsi. Ma anche "a corte" perché le suggestioni che derivano da
Marie Antoinette, e poi perché si tiene nel cortile di un palazzo. Proprio dal cortile fra l'altro comincia il percorso, con un'installazione video di Beatrice».
Sebbene seguendo tracce molto diverse, Valentina conferma che tutte e tre amano la contaminazione e il gioco - tanto ben riuscito alla Coppola - di pescare nell'antichità rileggendola nel conteporaneo.
Insieme a Elena, Valentina ha fatto della mostra estiva un appuntamento fisso nel suo studio, mentre questa esperienza a tre è alla seconda puntata, la prima risale a circa tre anni fa, si chiamava
Il cortile delle delizie.