Esplode l'arte dedicata alla donna. Una dark e singolare, moderna nelle sue origini anni '80, la seconda incredibilmente erotica e inaffabile, poco precedente all'altra e creazione di un artista indimenticabile come
Guido Crepax. Unico punto in comune tra questi due tipi di donna, la loro sfolgorante attualità.
Sabato 12 maggio, alle ore 18.00, due sono le inaugurazioni di arte alla Spezia, tra cui dividersi per incontrare il popolo dei vernissage, curioso, interessante, affamato.
Consigliamo di partire con la mostra alla
Galleria 900 (Via Leopardi, 45), dove sono esposte le tavole raffiguranti le conturbanti donne di Guido Crepax, come Bianca creata nel 1968 o Terry, nata nel 1970, ed ancora Anita nel 1971. Tra tutte, neanche a dirlo, spicca Valentina, con il suo inconfondibile caschetto nero, creazione ispirata all'immagine di Louise Brooke, diva del cinema muto degli anni '20.
E fu soprattutto Valentina che diede alla penna di Crepax la sua notorietà, Valentina dalla figura sinuosa che, con eleganza, seppe imporsi nell'immaginario collettivo non come una figura volgare, malgrado autoreggenti di pizzo e stivali neri, bensì come una donna forte che, nel 1965 quando venne disegnata da Crepax, riscattava la figura della donna nei confronti dell'uomo e creava per sempre la figura di un sex-symbol. All'inaugurazione di sabato sarà presente la moglie dell'artista.
La seconda mostra, in programma alla
PerForm Contemporary Art (Via XXIV Maggio, 57 - La Spezia) fino al 31 agosto, è una personale dal titolo
Light on Dark, che presenta i lavori di scultura e fotografia di
Serena Zanardi, giovane artista genovese. La serie di fotografie in mostra provengono da un'incursione dell'artista nei bagni di un importante festival gotico in Germania, dove i personaggi dark, ritratti a loro insaputa da una semplice macchinetta digitale, si presentano nella loro normalità più assoluta, mentre si guardano allo specchio, fanno la fila per andare in bagno, o parlano tra loro. La donna in questione, stavolta, completamente nera e vestita di "stereotipo" anni 80, è percepita assolutamente normale e naturale, seppur circondata da un'atmosfera al limite del surreale.
Dalle parole
Giulia Altissimo, curatrice della mostra: «Ciò che sorprende è la grande capacità narrativa di Serena. Narrativa è la grande abilità nel recepire in un soggetto un attimo, un'espressione, un carattere, un "pezzo" d'interiorità. Narrativa è anche l'abilità nel condensare tutto questo in un oggetto che ci lasci la suggestione di parlarci direttamente, come se la mediazione necessaria all'atto creativo d'un tratto non fosse più necessaria, mantenendo al tempo stesso quell'ambiguità indispensabile al fascino di un'opera, che lascia sfuggire e al tempo stesso intuire mille altri mondi possibili. Quest'aspetto colpisce ancora di più quando ci si trova di fronte al mondo che vive nelle opere di Serena, che è quello dark, un tema non facile da trattare poiché spesso abusato, vittima di facili stereotipi, punti di vista e caricature espressive che facilmente scivolano nel compiacimento fetish e nella ricerca dell'estremo spettacolare».
Una serie di sculture completa la personale di Serena Zanardi alla PerForm Gallery.