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antro corchia
© foto: F. Tomasinelli
 

Corchia: nel ventre delle Apuane

 
Alle spalle di Forte dei Marmi si trova la più estesa grotta d’Europa. Una visita piena di sorprese nel cuore della montagna
 
   

     
17 giugno 2006
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di
Francesco
Tomasinelli
   
L'Italia ha una grande tradizione di esplorazione delle grotte, costruita soprattutto nel Carso Triestino nel secolo scorso. Ma il complesso sotterraneo più grande d'Europa non si trova laggiù e neanche nella vicina Slovenia, patria delle ultra-famose grotte di Postumia, ma in Toscana, nel cuore delle Alpi Apuane.
Circa venti milioni di anni fa una serie continuata di movimenti della crosta terrestre provocò il sollevamento della piattaforma carbonatica dell'antico Mare Tirreno. Di questa massa rocciosa, poi emersa dal mare, sono costituite le montagne delle Apuane. I depositi di mare aperto, una volta affiorati e sottoposti all'azione dell'acqua e dell'erosione, hanno dato vita ad un ramificato sistema carsico, che oggi, quanto a dimensioni, rivaleggia con i grandi complessi sotterranei delle Americhe.

Al di sotto delle praterie d'alta quota e delle vette del Parco Naturale delle Alpi Apuane si nasconde un labirinto di caverne, cunicoli e passaggi solo in parte esplorato, modellato dall'acqua e dal tempo. In queste montagne si trova anche l'Abisso Roversi, un tunnel profondo più di un chilometro che scende nelle viscere della terra. A Est, verso la Garfagnana si trova la Grotta del Vento, ma la parte di più grande di questo mondo sotterraneo è un'altra e porta un nome solenne: , un complesso oggi parzialmente visitabile con una escursione di grande fascino accessibile a tutti.
L'Antro è immenso; il percorso turistico misura circa due chilometri lungo gallerie e passaggi che serpeggiano nel cuore della montagna. Mancano certe sale incredibili e maestose, tipo Frasassi (Marche) e Castellana (Puglia), come molte delle concrezioni più singolari che si incontrano nelle grotte liguri, quali Borgio Verezzi e Toirano. Qui lo spazio si sviluppa soprattutto in lunghezza e dietro ogni angolo si nasconde qualche curiosità: i segni di un antico fiume, scenari che ricordano una foresta pietrificata e elementi di grande suggestione come il drappeggio a forma di aquila (la guida lo segnalerà).
Non deve stupire quindi, viste la dimensioni di questi complessi, che il sottosuolo delle Apuane presenti anche un suo corredo di animali strettamente legati alle caverne: si tratta di piccoli aracnidi e insetti che, isolati in cavità umide e buie, si sono differenziati in più specie, esclusive di questi sistemi ipogei. Durante la visita sarà pressoché impossibile vederli, ma è bene sapere che ci sono: assieme ai pipistrelli e al geotritone, una piccola salamandra cavernicola, sono tra i piccoli gioielli di queste montagne.

Per la visita (12 Euro per due ore di passeggiata sottoterra con guida, tel. 0584 778405) ricordatevi, oltre alle solite raccomandazioni (non toccate niente, il grasso sulle nostre dita blocca la crescita delle concrezioni) che, vista la quota, qui abbastanza al freddo: la temperatura all'interno è di circa 7 gradi tutto l'anno, quindi vi servirà qualcosa di più di un maglione.

Per raggiungere il cuore delle Apuane si esce sull'autostrada Genova-Livorno a Forte dei Marmi e si sale verso Seravezza, per poi seguire le indicazioni per la grotta, in località Levigliani. Da qui un bus navetta vi porterà direttamente all'ingresso. In alternativa potete farvi una passeggiata di poco più di mezz'ora sulla strada sterrata che, tra curve e tornanti, conduce al complesso. Per mangiare qualcosa ci sono diverse buone trattorie nei dintorni (vedrete vari annunci in giro).
 
 
 
 
 
 
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