mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Viaggi  |   Weekend
mentelocale
 
         Genova
 Savona
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Multimedia
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
la spezia  >  tempo libero  >  Weekend
plamaria tino
 

Il periplo della Palmaria

 
Un’isola ricca di sentieri e scorci mozzafiato emerge dal mare nel Golfo di La Spezia. Nel Parco Regionale di Portovenere
 
   

     
29 aprile 2005
Stampa Invia amico
 
di
Francesco
Tomasinelli
   
È l'isola più grande della Liguria e anche l'unica facilmente visitabile. Considerando le difficoltà che si incontrano per fare quattro passi su Bergeggi e Gallinara, entrambe nel Ponente Ligure, non resta che provare qui. Ma ne vale veramente la pena, anche perché l'isola Palmaria fa parte del Parco Naturale di Portovenere, uno dei luoghi più suggestivi e romantici di tutta la costa ligure, reso famoso dal borgo marinaro e dalla celebre Chiesa di San Pietro.

L'isola è collegata alla terraferma da un servizio di taxi boat che, in cinque minuti, vi conducono al moletto di Terrizzo con una spesa minima, inferiore a 2 Euro. Ricordatevi solo di prendere un appuntamento per il rientro. Da qui partono i sentieri che consentono di girovagare sull'isola, un grande masso calcareo di forma vagamente triangolare. La parte rivolta verso La Spezia degrada verso il mare rivestita da vegetazione mediterranea, mentre il lato opposto è costituito da alte falesie a picco sull'acqua. Dietro la Palmaria si trovano le altre due isole dell'Arcipelago, invisibili da Portovenere: il Tino e il Tinetto. La prima è zona militare, accessibile solo una volta all'anno - il 17 settembre in occasione della festa di San Venerio, patrono dell'isolotto - l'altra è poco più di uno scoglio, precluso a chi non è in possesso di un'imbarcazione.

Il sistema più agevole per vedere la Palmaria (vedi ) è salire lungo la strada asfaltata che porta in vetta (sentiero 2), presso il forte e le batterie. La via sale pigramente al riparo dagli alberi senza farvi affaticare e, ad ogni tornante, regala uno scorcio sul mare più in basso. L'alternativa per la vetta è il più veloce ma più faticoso Sentiero dei Condannati che si inerpica deciso nel bosco.
Dalla cima, che si raggiunge in meno di un'ora, ha inizio la parte più spettacolare del tour. Un percorso che scende nella macchia in direzione dell'isola del Tino, ora perfettamente visibile, porta all'estremità meridionale dell'isola, oltre l'approdo di Pozzale, verso le vecchie cave di estrazione adesso in disuso del marmo di Portoro. Più in basso si intravedono a tratti le scogliere di calcare bianco, lungo le quali si trovano due cavità, la Grotta Azzurra e dei Colombi (visibili solo dal mare), nelle quali sono stati rinvenuti fossili di grande interesse, comprese sepolture umane risalenti a più di cinquemila anni fa.

Non è possibile passare sopra la scogliera; quindi per ritornare si ripercorre il sentiero di prima, fino a raggiungere nuovamente la vetta. Da qui, seguendo a sinistra (strada sterrata sotto la zona militare), si chiude il giro, cominciando a scendere. Si attraversano anche alcuni bunker da difesa costiera della Seconda Guerra Monduiale (le "batterie", molto simili a quelle di Portofino) e un fortino, adesso riconvertito nel Centro di Educazione Ambientale.
Il tratto finale consiste in un sentiero scosceso che, tra lecci e euforbia, porta in vista della Chiesa di San Pietro. Da qui, forse, si ottiene il migliore colpo d'occhio sullo straordinario complesso. Piegando sulla destra, in mezz'ora si ritorna a Terrizzo. In totale il giro richiede circa tre ore ma è meglio prendersi un po' più di tempo per guardarsi attorno e fermarsi in contemplazione sulle scogliere.
Se non amate camminare potete circumnavigare l'isola in barca (circa mezz'oretta e una decina di Euro), ma il quadro che si ottiene è davvero parziale. Per chi ha tempo, consiglio invece una cena alla Locanda Lorena a due passi dal moletto di Terrizzo (tel. 0187 792370) al quale sono diretti la maggior parte delle imbarcazioni che frequentano l'isola.

Foto sopra l'isola del Tino, ripresa dalle scogliere all'estremità della Palmaria. Foto sotto la Chiesa di San Pietro a Portovenere vista dall'isola.
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
plamaria chiesa
 
   
 




 

Oggi in home page
  Fine settimana tra Puffi e romanticismo  
  Teresa Mannino al Teatro Civico  
  Chitarristi: è ora di Acoustic Meeting  
  5 Terre, paradiso da riconquistare  
  Burlesque e fascino retrò made in Liguria  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License